AIDE PAX E LUX PDF Stampa E-mail

IN ONORE DI PAOLO BORSELLINO, IL 19 LUGIO PRESSO CASA CAVA A MATERA, ABBIAMO DISCUSSO DI PACE, LEGALITA DIRITTI.

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LA SIGNORA DELLA PACE PDF Stampa E-mail

“LA SIGNORA DELLA PACE”

L’associazione AIDE, anche in tempo di “covid”, desidera evidenziare il suo contributo alla cultura della Pace, obiettivo sempre presente nelle iniziative locali e nazionali, presentando l’icona della Pace nelle vesti di una donna.

AIDE non è nuova a tali iniziative. Nel grande entusiasmo per la designazione di Matera a Capitale Europea della cultura 2019, ormai qualche anno fa, si ebbe un’intuizione creativa. Mettendo a frutto le abilità artigiane di molte donne dell’associazione, prese forma, in circa tre mesi l’enorme manufatto di cui va fiera. La sciarpa della Pace Matera 2019, vessillo dell’associazione AIDE, con il suoi simbolismi, l’ha accompagnata e distinta nelle tante iniziative culturali di Matera 2019, anche uscendo dalla realtà cittadina, per essere esposta in varie città d’Italia, in eventi a carattere locale o nazionale.

.Matera continua ad essere Città della Pace, le donne AIDE ci credono e promuoveranno sempre la cultura della Pace. Messaggio forte, che ne identifica il percorso e sottolinea il riconoscimento delle molteplici risorse che l’universo femminile mette a servizio della società. Sostegno necessario e imprescindibile a quante di esse soffrono, vittime di maltrattamenti, sfruttamento e di politiche inadeguate alla loro valorizzazione nell’ambito della società moderna.

Il progetto prende forma grafica, per la realizzazione finale di un manufatto in cotone, lavorato ad uncinetto. Un abito sontuoso, regale, colorato, ricco di simbolismi, capace di connettere modernità e tradizione. Chi lo immagina si ispira volutamente agli antichi costumi delle donne di cultura arbereshe, comunità presenti sul territorio lucano da oltre 500 anni, a testimonianza della storica capacità inclusiva delle popolazioni lucane. Risultato della creatività e della manualità delle donne AIDE, il manufatto è simbolo di tenacia certosina e lavoro di gruppo che esplode nel tripudio di colori e armonia di forme. Idealmente, ogni donna indossa questo abito quando si erge fiera e orgogliosa, presentandosi e agendo da Signora della Pace.

LA SIGNORA DELLA PACE

Figlia dell’amore, la Pace è donna e genera cooperazione, sviluppo, lavoro, cultura, progresso, benessere, rispetto… Signora dalle tinte forti dell’arcobaleno, trova naturale essere ambientalista e sostenere una società inclusiva con modelli di crescita ecosostenibile. La Signora della Pace si veste di colori dell’arcobaleno, tinte forti che la natura pone nel cielo a suggello del vincolo tra umanità e universo. Simbolo di pace tra Dio e l’uomo già nell’antico testamento, è presente in molte culture antiche. Nelle società moderne i colori dell’arcobaleno sono nella bandiera della Pace. Sebbene le graduazioni dello spettro sono molteplici, Newton, ne distinse sette, in analogia con le sette note della scala musicale. Nella lavorazione dell’abito, le balze colorate sono state arricchite con simboli musicali a sottolineare l’armonia che la musica suscita nel suo ascolto, armonia di colori e note, lieve come il volo di farfalle, che si concretizza nella Pace. Newton dimostrò che l’insieme di tutti i colori rende il bianco. Presente nella parte superiore a decoro del corpetto, il bianco non è da intendere come vessillo di resa ma resilienza, coesione, forza del bene che vince sul male. Si scorge anche la forma di molti cuori, vincolo d’amore fraterno che deve sostenere l’unione tra i popoli, le comunità, le famiglie. I fiori rappresentano tutto quanto può fiorire quando si coltiva la pace, quando c’è l’impegno a che il terreno fertile della gioventù non porti aridità e odio e guerre, ma diventi il giardino fiorito del futuro. Le spighe di grano sono ovvio riferimento alla necessità dei bisogni essenziali, quale è il cibo e la salute, per tutta la popolazione mondiale. Non poteva mancare la colomba col ramoscello d’ulivo, altro simbolismo biblico, assurto a moderno logo universale di pace.

Le lettere che formano la parola PACE sul gonnellone, sono poste dal basso verso l’alto, per una lettura ascensionale, lo sguardo di chi legge deve letteralmente elevarsi perché l’ideale del messaggio da trasmettere è alto.

Un particolare nascosto dell’abito sono le tasche interne. La pace ha bisogno di tasche, perché ha bisogno di dare, non c’è pace nell’egoismo. I doni della pace sono molteplici e tutti importanti e ogni persona non può esimersi dal dare qualcosa di sé se cerca la pace, fosse anche una carezza. La Signora della Pace, col suo vestito sfarzoso, si presenta incoronata. La Corona dorata posta sul capo della Signora è il sole, il nostro astro splendente che con i suoi raggi di luce origina l’arcobaleno simbolo di pace.

Il progetto prende forma grafica, per la realizzazione finale di un manufatto in cotone, lavorato ad uncinetto. Un abito sontuoso, regale, colorato, ricco di simbolismi, capace di connettere modernità e tradizione. Chi lo immagina si ispira volutamente agli antichi costumi delle donne di cultura arbereshe, comunità presenti sul territorio lucano da oltre 500 anni, a testimonianza della storica capacità inclusiva delle popolazioni lucane. Risultato della creatività e della manualità delle donne AIDE, il manufatto è simbolo di tenacia certosina e lavoro di gruppo che esplode nel tripudio di colori e armonia di forme. Idealmente, ogni donna indossa questo abito quando si erge fiera e orgogliosa, presentandosi e agendo da Signora della Pace.Piccole imperfezioni del manufatto, dovute alla diversa laboriosa manualità di ognuna, come gemme preziose, rafforzano la bellezza e l’unicità dell’abito. Ogni singola mattonella acquista valore trovando la sua collocazione nell’insieme, solo in esso viene esaltata la specificità della fattura. Il lavoro di un gruppo virtuale non ha  sminuito chi vi ha partecipato, ma ne ha accresciuto la consapevolezza delle potenzialità e l’importanza della cooperazione per raggiungere obiettivi di alto livello stilistico .La Signora della Pace ne rende testimonianza.

Il lavoro di un gruppo virtuale non ha  sminuito chi vi ha partecipato, ma ne ha accresciuto la consapevolezza delle potenzialità e l’importanza della cooperazione per raggiungere obiettivi di alto livello stilistico .La Signora della Pace ne rende testimonianza.

L’associazione AIDE offre alla bella Signora Della Pace “residenza onoraria” in Matera, già “Città della Pace”, (come la Lapponia ha fatto da anni con la figura fantasiosa di Babbo Natale a cui scrivono i bimbi).

L’associazione AIDE, con sede nazionale in Matera, L’associazione AIDE offre alla bella Signora Della Pace “residenza onoraria” in Matera, già “Città della Pace”, (come la Lapponia ha fatto da anni con la figura fantasiosa di Babbo Natale a cui scrivono i bimbi).

L’intento è fornire un indirizzo affidabile che possa essere punto di riferimento, conosciuto dalle donne di ogni nazionalità, per scrivere le loro storie di solitudine, sofferenza ma anche di successo. Un progetto ambizioso che, senza sostituirsi alle strutture di sostegno, adeguatamente preparate per soccorrere donne in difficoltà, certamente necessita di una organizzazione adeguata per rispondere, con riservatezza e dedizione affettuosa, alle centinaia di lettere che sicuramente arriverebbero da tutto il mondo.

 

Idea originale: Anna Selvaggi, Presidente Nazionale AIDE

Progetto grafico e direzione sartoriale: Carla Adriana Fasiello

Fashion illustration: Angelo Zaccagnino

Per la realizzazione del capo:

Come base sono stati utilizzati materiale, giacente in sede AIDE Matera; acquistati 8 kg di cotone (150 gomitoli) e il sotto gonna.

Il prezioso lavoro di 21 Donne che hanno risposto all’appello lanciato su facebook di: Matera, Ferrandina, Firenze, Laterza, Montescaglioso, Santeramo, Tricarico, Viggiano. Lauria, Terranova del Pollino,.

A loro va tutto il merito e il grazie per aver realizzato un sogno:

A.I.D.E




 
Se fossi donna PDF Stampa E-mail

E anche in tempi di pandemia ed in isolamento forzato AIDE ha organizzato due importanti iniziative, la prima  la pubblicazione di un libro  di racconti di uomini dal  “ Tema” “ Se fossi donna”. La seconda sarà ufficializzata a giorni. Per il libro l’impegno dell’Associazione AIDE che presiedo dunque è stato quello non di compartimentare la diversità di genere , ma di forgiarla pur nella diversità , dal momento che la vita e’ sorretta dalla stessa diversità. In collaborazione con la casa editrice IL SEXTANTE di Maria Pia Ciaghi abbiamo invitato amici, conoscenti e professionisti ad immaginare se fossero nati donna. Ne sono scaturiti stereotipi, i più diversi possibili, perchè appunto il tema assegnato era alquanto ambizioso. Ne sono fluite immagini virtuali , tanto da lasciare intendere che in ognuno di noi alberga l’animo di un uomo e di una donna.. Questo sentimento che ho percepito dalle espressioni con le quali quasi tutti gli autori (ed una sola autrice)  dei racconti hanno immaginato di appartenere all’altro genere, tanto da sembrare che nella vita di   ognuno ci sia un equilibrio che sorregge la vita stessa e dalla forza di questo equilibrio trova fondamento la vita. Ci è sembrato dunque importante capire cosa veramente gli uomini pensano se fossero state donne.

Ma sappiamo anche dai molti fatti tragici di cronaca dove tantissimi uomini non riescono ancora a far emergere la loro parte femminile per comprendere veramente cosa “ vuole una donna” Il libro e arricchito dalle splendide sculture attinenti al tema  del maestro GUIDO ANGELETTI . AIDE Continuerà come sempre ad impegnarsi per far comprendere  attraverso iniziative,  che nella relazione tra  due i partner le qualità femminili, intese anche  come empatia e voglia di dialogo, devono rappresentare per l’uomo qualità di primaria importanza.

per chi volesse prenotare il libro al costo di 13 euro può mandare info alla mail  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 
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Auguri 2020 PDF Stampa E-mail

 
Anna Selvaggi nominata presidente regionale di ANLA PDF Stampa E-mail

Anna Selvaggi nominata presidente regionale di ANLA (Associazione Nazionale Lavoratori Anziani Onlus)

 
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