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A.I.D.E PREVIENE

Papillomavirus

CON VACCINO E TEST SCONFITTO IN 30 ANNI

Vaccinando le ragazze dodicenni contro il papillomavirus e sottoponendo tutte le donne al pap-test, sara’ possibile ”in trenta anni” sconfiggere il tumore al collo dell’utero, un ‘big killer’ che conta 3.500 nuovi casi e 1.800 decessi in Italia ogni anno. La previsione e’ del presidente della Commissione oncologica della Federazione internazionale di ginecologia e ostetricia Sergio Pecorelli, in occasione della presentazione della Campagna 2008 dell’ Osservatorio nazionale sulla salute delle donne (Onda) contro il papillomavirus (Hpv), responsabile di questa neoplasia.

Si tratta, ha detto Pecorelli, di un ”obiettivo possibile, che portera’ a sconfiggere il secondo ‘big killer’, dopo il tumore alla mammella, tra le donne tra 15 e 44 anni.
Fondamentale, dunque, la vaccinazione gratuita prevista da quest’anno per le dodicenni, ma l’obiettivo e’ allargare tale platea raggiungendo la copertura completa delle 12-25enni in 7-8 anni”. E sul fronte della prevenzione di tale patologia, ha sottolineato il responsabile del Dipartimento Prevenzione del ministero della Salute Donato Greco, passi avanti sono stati fatti: ”Con il Piano nazionale di prevenzione, nelle regioni meridionali la partecipazione agli screening per la prevenzione
del Hpv e’ passata dal 3-4% a oltre il 60%. Cio’ significa che oggi 2 italiane su 3 sono arruolate in campagne di screening”.

Ed anche la politica si sta impegnando in questa battaglia, come hanno confermato le parlamentari Laura Bianconi (Fi), Dorina Bianchi (Pd) ed Emanuela Baio Dossi (Pd), intervenute all’iniziativa. Bianconi ha, a questo proposito, ricordato di aver presentato un ordine del giorno, approvato, che impegna il governo ad intraprendere azioni per abbattere il costo del vaccino per le donne escluse dal gruppo delle dodicenni (che lo riceveranno gratis) attraverso un tavolo negoziale con Regioni e farmacisti. Insomma, un impegno comune che vede in prima linea anche l’Osservatorio Onda: la Campagna 2008, ha spiegato la presidente Francesca Merzagora, prevede anche uno spot sulle maggiori emittenti, una serie di convegni e materiale informativo allegato a settimanali femminili e distribuito nei megastore Esselunga. Ogni giorno, ha concluso Merzagora, ”in Italia 5 donne muoiono per questa forma tumorale. Non si puo’ restare indifferenti”. (ANSA).

Il virus del papilloma umano o HPV (acronimo di Human Papilloma Virus) è un virus appartenente al gruppo dei papovavirus.
Le infezioni da HPV sono estremamente diffuse e possono causare malattie della pelle e delle mucose.
Si conoscono oltre 70 tipi di HPV, dei quali la maggior parte causa malattie non gravi, quali ad esempio le verruche cutanee. Alcuni tipi di HPV possono tuttavia causare tumori benigni quale il condiloma genitale e anche maligni quale il cancro del collo dell’utero e del pene. I condilomi, generalmente provocate dal virus HPV, sono dell’escrescenze della pelle di tipo verrucoso che colpiscono di preferenza le zone genitali, sia nel maschio (glande, meno frequentemente sotto il prepuzio, corpo del pene e scroto) sia nella femmina (perineo, vulva, vagina e collo dell’ utero).
La quasi totalità (oltre il 98%) dei tumori del collo dell’utero sono causati dall’HPV. Solo una piccola parte delle infezioni da HPV è tuttavia destinata, se non trattata, a causare un cancro. I tipi di virus del papilloma umano che possono infettare le mucose genitali possono venir suddivisi in HPV a basso rischio (6, 11, 42, 43, 44) e HPV ad alto rischio (16, 18, 31, 33, 35, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 59, 68). Si calcola che oltre il 70% delle donne contragga un’infezione genitale da HPV nel corso della propria vita, ma la grande maggioranza di queste infezioni é destinata a scomparire spontaneamente nel corso di pochi mesi. Solo in caso di persistenza nel tempo di infezioni di HPV ad alto rischio oncogenico è possibile, in una minoranza dei casi, lo sviluppo di un tumore maligno del collo uterino.

Modello 3D del Virus del papilloma

Il virus dell’HPV si contrae principalmente per via sessuale. Il rischio di contrarre una infezione da HPV aumenta con il numero dei partner sessuali, ed é massimo nell’età più giovanile (20-35 anni). Il virus è più frequentemente trovato tra le popolazione promiscue e in condizioni precarie di igiene. L’uso del profilattico non pare avere azione protettiva completa in quanto l’infezione è spesso diffusa anche alla cute della vulva e perineo. Per quanto non sia dimostrata una possibilità di contagio per via diversa da quella sessuale, questa non può essere esclusa.
L’infezione da HPV è asintomatica nella maggior parte dei casi. In alcuni casi, si può invece manifestare con condilomi in sede genitale (pene e vulva, perineo). Le lesioni da HPV del collo uterino possono essere riconosciute mediante il Pap test, la colposcopia o tecniche di patologia molecolare, e le lesioni del pene mediante la penescopia.
Come in molte infezioni virali, la terapia dell’HPV é spesso problematica. Poiché tuttavia la maggior parte delle infezioni da HPV regredisce spontaneamente, solo una minoranza dei casi richiederà un trattamento. Nei casi di infezione persistente del collo uterino, non esistono attualmente trattamenti non invasivi di elevata efficacia. Nel caso l’infezione sia associata a modificazioni precancerose dell’epitelio, possono essere prese in considerazione la laserterapia o la conizzazione. Per la rimozione dei condilomi acuminati della vulva, pene o perineo si può ricorrere al laser, all’elettrocoaugulazione, alla crioterapia o ad applicazioni di podofillina.
Ogni anno, in Italia, sono circa 3.500 le donne che si ammalano di cancro del collo dell’utero. Quasi la metà muore . In Europa questa patologia colpisce più di 33 mila donne e circa 15 mila muoiono ogni anno. Si stima che il 75% della popolazione entri in contatto con il virus almeno una volta durante la sua vita.
Particolarmente promettente appare il vaccino per l’HPV, la cui introduzione sul mercato italiano è stata recentemente approvata. Negli studi fino ad adesso condotti, il vaccino HPV ha già dimostrato di essere efficace nel prevenire lo sviluppo di tumori del collo uterino.
Il vaccino è in grado di prevenire totalmente l’insorgenza di queste patologie ma anche di quelle causate dai tipi di Papillomavirus Umano 6 e 11, responsabili delle lesioni di basso grado al collo dell’utero, alla vulva e alla vagina e dei condilomi genitali. Questo nuovo vaccino potenzia le difese del sistema immunitario contro i ceppi di Papillomavirus umano ‘cattivi’ (6, 11, 16 e 18) prevenendo al 100 per cento l’insorgenza di tutte queste patologie.
Le indicazioni del vaccino riguardano tutte le donne dai 9 ai 26 anni. Questo vuol dire che, chiunque si trovi in questa fascia d’età, potrà farsi vaccinare dal proprio medico. In Italia la novità è che per le dodicenni il vaccino sarà gratuito. A questa età, è raro che una bambina abbia contratto il virus, perché il contagio avviene per contatto intimo o per trasmissione sessuale. Ecco perché il Ministero della Salute avvierà a breve, a livello regionale, un programma di vaccinazione gratuito per le ragazze di 12 anni che saranno chiamate dalla propria ASL a vaccinarsi.

Secondo recenti studi il virus del papilloma umano potrebbe avere un ruolo nella patogenesi di diverse malattie croniche infiammatorie e autoimmuni, tra cui la sclerosi multipla, la sindrome di Kawasaki, il lupus eritematoso sistemico e l’artrite reumatoide.
Inoltre, recentemente, uno studio ha connesso il papilloma virus con l’insorgenza di tumori oro-faringei. Questo tipo di patologia sarebbe infatti associabile al sesso orale, poiché il virus in parola sarebbe idoneo a svilupparsi anche nella mucosa orale, con la quale può entrare in contatto in occasione di pratiche sessuali come la fellatio ed il cunnilingus.
da http://it.wikipedia.org/wiki/Papillomavirus

 
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